LCA malta

ANALISI DI IMPATTO AMBIENTALE LCA DI UNA MALTA

Circa 3 anni fa il nostro gruppo di lavoro ha cercato di analizzare l’impatto a livello di emissione di CO2 della produzione malte per l’edilizia. Nell’analisi come primo punto abbiamo trascurato l’apporto degli additivi chimici, i motivi sono sostanzialmente 2: la loro percentuale all’interno di una malta è estremamente bassa in più la produzione degli additivi presenta dei processi generalmente ad emissioni contenute.
La formulazione tipo che abbiamo considerato è quella di un intonaco a spessore. I risultati sono questi.

Le emissioni si riferiscono a grammi di CO2 per kg di prodotto finito

Da reazione chimica del cemento: 151,2
Da combustione nel processo di produzione del cemento: 130
Da essicazione inerte: 13,3
Da consumo elettricità: 273
Da trasporto (media 1.000 km): 130

TOTALE: 626 gr CO2 X kg malta

In questi dati abbiamo considerato circa un 30% di legante. Il cemento presenta emissioni su 2 fronti: da un lato in quanto la cottura avviene attraverso un processo di combustione; dall’altro in quanto la trasformazione del carbonato di calcio in silicato di calcio ha come sottoprodotto proprio CO2.

Abbiamo poi confrontato questi dati con l’autoproduzione da parte del rivenditore. La piattaforma di paragone è stata il sistema produttivo Personal Factory.

Da reazione chimica del cemento: 151,2
Da combustione nel processo di produzione del cemento: 130
Da essicazione inerte: 13,3
Da consumo elettricità: 52,5
Da trasporto (media 1.000 km): 13

TOTALE: 288,8 gr CO2 X kg malta

La semplice adozione del sistema Personal Factory permette una riduzione delle emissioni del 63,9 %.

Su questa base abbiamo sviluppato dei prodotti analoghi che però usassero materiali più “puliti”. Li abbiamo chiamati di 2tipo ECO A”.

Da produzione calce idraulica naturale NHL 3,5: 181,8
Riassorbita successivamente dalla calce: -81
Da essicazione inerte: 13,3
Da consumo elettricità: 52,5
Da trasporto (media 1.000 km): 13

TOTALE: 179,6 gr CO2 X kg malta

pari al 28,7% rispetto al sistema classico con un abbattimento delle emissioni di CO2 del 71,3%. Da notare come l’utilizzo della calce idraulica naturale permetta un recupero del CO2 emesso per la produzione durante la successiva applicazione del prodotto.

Sulla base di questi dati stiamo lavorando al sistema ECO AA che comprende un disciplinare da applicare ai vari rivenditori e che prevede la produzione di energia elettrica con impianto fotovoltaico e l’essicazione attraverso forni solari con i seguenti obbiettivi:

Da produzione calce idraulica naturale NHL 3,5: 181,8
Riassorbita successivamente dalla calce: -81
Da trasporto (media 1.000 km): 13

TOTALE: 113,8 gr CO2 X kg malta

pari al 18,2 % di emissioni rispetto al sistema classico.

La considerazione finale che si può fare è che probabilmente sarebbe opportuno applicare una vera etichetta energetica ai prodotti con tanto di indicazioni dei grammi di CO2 emessi per produrre un kg di materiale finito. Putroppo le varie certificazioni ISO 14000 ed EMAS non ne tengono conto, tanto che un’azienda che produce prodotti secondo il primo sistema può avere le certificazioni ambientali.
Nel calcolo non ho inserito volutamente il calcolo sul packaging, che merita un discorso a parte.

SINTESI


Grafico delle emissioni per la produzione di 1 kg di malta: confronto tra sistemi.

La cosa importante da notare è come anche un’azienda che produce con il sistema classico può avere la certificazione ambientale. Cosa che di fatto tutti i grossi produttori hanno. Putroppo non esiste nessun tipo di certificazione o marcatura che prenda in considerazione le emissioni associate ad 1 kg di materiale.
Quando volete valutare l’impatto ambientale di un prodotto fate le seguenti considerazioni:
Dove è stato prodotto? Maggiore è la distanza, maggiori saranno le emissioni.
Con che materiale? Cemento, calce, calce idraulica natura, gesso.
Con che tecnologia produttiva? Grossi stabilimenti oppure microproduzioni.