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Tips and tricks – autolivellante cementizio (IX parte) LA GIUSTA ALTERNATIVA

LA GIUSTA ALTERNATIVA

Cosa distingue la gamma di autolivellanti di PAVIMIX FF dagli autolivellanti concorrenti sul mercato.

1) il sistema Personal Factory permette rispetto agli altri autolivellanti cementizi sul mercato di avere una scelta incredibilmente ampia di combinazioni, migliaia di volte maggiore rispetto a tutti i concorrenti, di colori e combinazioni di prestazioni e modalità applicative. Di fatto il cliente può scegliere infinite colorazioni, può scegliere il prodotto su misura a seconda delle condizioni climatiche e delle prestazioni volute.

2) è un sistema minerale, a differenza dei prodotti in resina, l’autolivellante cementizio PAVIMIX FF ha un comportamento perfettamente compatibile con gli altri materiali da costruzione, a cui bisogna aggiungere, a differenza delle resine, un aspetto e una consistenza materica.

3) a differenza delle resine, l’autolivellante cementizio PAVIMIX FF presenta una facilità di posa molto più elevata. Il prodotto è fluido, stabile e molto meno dipendente dalle condizioni del fondo. L’autolivellante cementizio PAVIMIX FF presenta inoltre una maggiore tolleranza sulle variazioni di spessore: abbiamo visto applicazioni estreme anche di 15 mm dove un’attenta posa non ha portato problemi.

4) un costo molto più contenuto. La base cementizia è molto più economica rispetto alla polimerica questo permette di avere un prodotto autolivellante molto più amplio.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (I parte) PAVIMIX FF.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (II parte) IL FONDO.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (III parte) LA MISCELAZIONE.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (IV parte) LA STESURA.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (V parte) LA PROTEZIONE.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (VI parte) IL CLIMA.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (VII parte) LE FINITURE SUPERFICIALI.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (VIII parte) LA SCELTA.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (IX parte) LA GIUSTA ALTERNATIVA.

 

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Tips and tricks – autolivellante cementizio (VIII parte) LA SCELTA

LA SCELTA

Esistono 6 versioni dell’autolivellante cementizio PAVIMIX FF:

PAVIMIX FF50 – PAVIMIX FF100 – PAVIMIX FF200 – PAVIMIX FF300 – PAVIMIX FF SKIN – PAVIMIX SCM

Il PAVIMIX FF50 è un autolivellante minerale basso dosato in polimero, non colorato. È ideale per realizzare sia un sottofondo a bassissimo spessore, sia una finitura color cemento. Presenta una media adesione ed una prestazione su lesioni bassa.

Il PAVIMIX FF100 è un autolivellante minerale basso dosato in polimero, colorato. È ideale per realizzare finiture a bassissimo spessore ed è ideale su fondo a traffico medio-alto. È anche il prodotto ideale per la realizzazione di oggetti in cemento. Presenta una media adesione e ha bisogno di un massetto esente da lesioni ed in perfetto stato.

Il PAVIMIX FF200 è un autolivellante minerale alto dosato in polimero, colorato. È il prodotto ideale nel 80% delle applicazioni in quanto presenta una facilità di posa maggiore e una resistenza meccanica importante. Ha anche un buon comportamento sulle micro-lesioni resistendo anche in casi dove il movimento è significativo. Ideale per realizzare finiture a bassissimo, basso e medio spessore con traffico alto. Presenta un’ottima adesione anche su fondi tipo cotto, betonelle e, se opportunamente trattate, anche clinker, grès etc.

Il PAVIMIX FF300 è un autolivellante ad altissimo dosaggio di polimero, colorato. È il prodotto ideale nelle applicazioni estreme: fondi con lesioni ben visibili, ceramiche, carichi importanti, vibrazioni etc.

Il PAVIMIX SKIN è un autolivellante finissimo per applicazioni fino ad 1 mm, ad alte prestazioni a media difficoltà nella posa.

Il PAVIMIX SCM (self compacting mortar) è una malta autocompattante autolivellante utilizzata principalmente per realizzare manufatti ed arredi. Presenta una grana fino a 2 mm e una buona scorrevolezza.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (I parte) PAVIMIX FF.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (II parte) IL FONDO.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (III parte) LA MISCELAZIONE.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (IV parte) LA STESURA.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (V parte) LA PROTEZIONE.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (VI parte) IL CLIMA.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (VII parte) LE FINITURE SUPERFICIALI.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (VIII parte) LA SCELTA.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (IX parte) LA GIUSTA ALTERNATIVA.

 

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Tips and tricks – autolivellante cementizio (VII parte) LE FINITURE SUPERFICIALI

LE FINITURE SUPERFICIALI

La gamma di autolivellanti cementizi PAVIMIX FF ha la caratteristica di essere compatibile con tutti i trattamenti superficiali standard. In ordine

1) uniformazione/opacizzazione: con un detergente acido tipo PIETRA LIQUIDA CARE si può sia uniformare che opacizzare la finitura. Tra l’altro ha anche una funzione di decapante: eliminando l’idrossido di calcio di provenienza dal cemento, libera eventuali micropori fornendo un buon supporto ad eventuali resine.

2) acidificazione: attraverso colore ed acidi leggeri, l’autolivellante viene leggermente corrosa ed impregnata in modo disomogeneo creando un effetto nuvolato molto spinto.

3) tamponatura base acetone: a differenza del precedente processo, questo non è corrosivo. L’acetone fornisce soltanto un veicolo ideale per la migrazione di un colore nella malta autolivellante; questo permette di creare dei tono-su-tono molto efficaci.

4) trattamento con resine a solvente: abbiamo 3 tipologie di resine: acriliche, epossidiche, poliuretaniche. Le resine acriliche per autolivellante cementizio a loro volta sono disponibili a base acqua oppure solvente, in versione lucida od opaca in entrambi i casi. Come regola generale, le resine a base solvente sono più adatte in quanto sono soluzioni che penetrano molto bene nel supporto e si legano dentro il primo strato di materiale con la struttura dell’autolivellante PAVIMIX FF. I prodotti a base acqua invece sono delle emulsioni dove il componente resina si trova in sospensione. Data la leggera idrorepellenza dell’autolivellante, non penetrano nella struttura e quindi hanno soltanto un’adesione meccanica superficiale. In linea generale le prestazioni (ed il costo) aumentano secondo la progressione acrilico, epossidico, poliuretano.

Dalla nostra esperienza nel campo degli autolivellanti cementizi, l’applicazione della resina deve avvenire con un rullo a pelo raso di buona qualità. Se il rullo è nuovo, conviene lasciarlo immerso nel prodotto per un’ora, specie nei prodotti a solvente. L’applicazione poi deve avvenire come con le normali pitture.

Se si vogliono ottenere superfici satinate estremamente lisce, abbiamo sperimentato che se si lucida con una spugna abrasiva (tipo cartongesso con una grana mille) una finitura a solvente lucida il giorno dopo la sua applicazione, si perde quella patina lucida ottenendo così una superficie satinata esteticamente molto gradevole. La lucidatura con la stessa attrezzatura può essere effettuata anche sull’autolivellante PAVIMIX FF direttamente.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (I parte) PAVIMIX FF.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (II parte) IL FONDO.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (III parte) LA MISCELAZIONE.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (IV parte) LA STESURA.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (V parte) LA PROTEZIONE.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (VI parte) IL CLIMA.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (VII parte) LE FINITURE SUPERFICIALI.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (VIII parte) LA SCELTA.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (IX parte) LA GIUSTA ALTERNATIVA.

 

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Tips and tricks – autolivellante cementizio (III parte) LA MISCELAZIONE

LA MISCELAZIONE

La miscelazione è considerata da molti un’operazione banale. In realtà almeno il 30% del risultato finale della posa di un autolivellante cementizio è dato dalle modalità di miscelazione. L’acqua deve essere FREDDA, PULITA, PESATA.

FREDDA: evitare assolutamente di prendere l’acqua dalle classiche cisterne; deve invece provenire da acquedotto, specie nei periodi in cui la temperatura è superiore ai 15 gradi.

PULITA: in quanto il materiale autolivellante è estremamente fluido, le impurità potrebbero galleggiare e compromettere il risultato estetico della superficie realizzata con l’autolivellante cementizio.

PESATA: il modo migliore per capire l’esatta diluizione è preparasi un bidoncino con una tacca dove è stata pesata la giusta quantità d’acqua. Da evitare assolutamente: i sistemi di misura a volume da cucina che si trovano nei supermercati, abbiamo notato come possono avere un’errore di misura che supera il 15%.

La miscelazione della malta autolivellante deve seguire le seguenti fasi:

1. Si miscela il materiale per creare una pasta dura con circa il 70% dell’acqua di impasto. Questa fase è importante per rompere eventuali grumi. Successivamente si aggiunge la restante acqua.

2. Terminata la miscelazione conviene effettuare il travaso in un altro contenitore facendo passare l’autolivellante cementizio attraverso un setaccio con una trama da circa 2 mm. Se le condizioni climatiche lo consentono, lasciar riposare il materiale autolivellante per almeno una decina di minuti nel secchio. Questo facilita l’idratazione e la degassificazione del materiale.

È fondamentale, specie se la temperatura supera i 17/18 gradi, non eccedere nella violenza della miscelazione. Come spiegato precedentemente il controllo del calore di idratazione è uno dei fenomeni più delicati da controllare. Abbiamo notato negli anni che un eccesso di miscelazione può portare ad un aumento di temperatura della massa dell’autolivellante cementizio anche di 6 gradi. Per evitare questo la regolazione della miscelazione deve essere fatta ad un basso numero di giri; se fa molto caldo, la miscelazione può anche essere fatta ad impulsi.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (I parte) PAVIMIX FF.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (II parte) IL FONDO.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (III parte) LA MISCELAZIONE.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (IV parte) LA STESURA.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (V parte) LA PROTEZIONE.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (VI parte) IL CLIMA.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (VII parte) LE FINITURE SUPERFICIALI.

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Tips and tricks – autolivellante cementizio (II parte) Il FONDO

IL FONDO

Sul fondo bisogna passare un primer (tipo EMULSIONMIX), possibilmente puro. Lo scopo non è quello di fare da ponte di adesione, ma di impedire al fondo di assorbire l’acqua dell’autolivellante cementizio. Per questo è fondamentale programmare il ciclo di posa anche in funzione delle temperature. Come regola generale possiamo considerare: a temperature superiori ai 20°C, devono passare almeno 10 ore prima di applicare l’autolivellante; cioè se passo il primer la mattina, posso applicare la malta autolivellante la sera. A temperature inferiori, conviene far passare 24 ore prima di applicare la malta autolivellante. È importante che il primer abbia completato almeno al 70% la polimerizzazione, diversamente rischia di “ridisciogliersi” al contatto prolungato con l’acqua contenuta all’interno della malta autolivellante.

Nel caso di errori o mancanza di primer, i difetti saranno: eccessiva velocità di asciugatura, oppure tanti piccoli fori causati dalla fuoriuscita dell’aria dal fondo (se entra l’acqua esce l’aria).

Tips and tricks – autolivellante cementizio (I parte) PAVIMIX FF.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (II parte) IL FONDO.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (III parte) LA MISCELAZIONE.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (IV parte) LA STESURA.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (V parte) LA PROTEZIONE.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (VI parte) IL CLIMA.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (VII parte) LE FINITURE SUPERFICIALI.

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Tips and tricks – autolivellante cementizio (IX parte) LA GIUSTA ALTERNATIVA.

 

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Primi 2 TEASER per PAVIMIX FF

Il primo teaser di circa un 45 secondi mostra i metodi rivoluzionari per l’arredo in cemento grazie alla tecnologia pietra liquida di PAVIMIX FF

Il secondo teaser di 40 secondi sottolinea le estreme proprietà che siamo riusciti a dare alla malta cementizia autolivellante per pavimento ed arredo PAVIMIX FF.

Nuovi effetti per PAVIMIX

Ecco un nuovo spettacolare effetto ottenibile con la linea in sperimentazione PAVIMIX FF. È possibile realizzare qualsiasi effetto, basta muovere successivamente alla posa il materiale ed ecco che possiamo disegnare sulla sua superficie simboli, onde, etc., perfettamente integrati in quanto ottenuti dalla miscela, semplice, veloce e spettacolare.

Effetto onde disegnato durante la posa di PAVIMIX FF

effetto disegnato con PAVIMIX FF

ISOLFER GEL – La passivazione del ferro

Sono partiti i primi “sample” a clienti selezionati di ISOLFER GEL. Isolfer Gel è una pittura cementizia per la passivazione dei ferri d’armatura nelle strutture in CLS estremamente innovativa. Siamo partiti dal sistema classico ed abbiamo aggiunto 3 caratteristiche:

Aumento della granulometria fino a 0,5 mm questo permette di avere una superficie estremamente ruvida che favorisce l’aggrappo della malta.

Nuova formula con consistenza gel a bassa viscosità. Usando la tecnologia a viscosità inversa riusciamo ad avere un prodotto che durante la miscelazione è estremamente fluido, che durante la posa è estremamente leggero ma che allo stesso tempo una volta applicato acquista una consistenza tipo gel che permette di coprire completamente il metallo anche con alti spessori senza nessuna colatura.

Effetto protettivo potenziato. Grazie a dei nuovi polimeri siliconici modificati riusciamo a far legare ISOLFER GEL chimicamente al supporto metallico. Questa reazione abbinata all’alto spessore, rispetto alle generazioni precedenti potenzia di qualche ordine di grandezza l’effetto antiossidante.

Il prodotto a differenza delle generazioni precedenti è monocomponente. Prossimamente foto e video.

 

La storia di un sacchetto

In questi giorni stiamo sviluppando una nuova versione di PAVIMIX molto più prestante. Nel cercare di calcolare anche il costo formula mi sono reso conto del perché per un piccolo produttore scollegato da un Network sia impossibile da gestire la produzione. Non potendo scrivere la formula chiamerò i componenti con le lettere dell’alfabeto. Ecco la formula accorpata per stati di provenienza; la maggior parte di questi prodotti hanno un dosaggio compreso tra 50 e 200 grammi. In questo prodotto il compound chimico è abbondante. Circa il 10% della miscela. Per gestire questo compound bisogna avere rapporti commerciali con 9 stati in valute diverse. Spesso l’ordine minino varia da 1.000 kg a 300.000 kg. di prodotti a loro volta molto costosi. Alcuni di questi componenti non possono essere usati da soli bensì richiedono che vi siano trattamenti o di micronizzazione o di trattamento superficiale oppure premiscelazioni tra di loro. Un’attività che comporta immobilizzazioni di capitali e costi di ricerca e sviluppo inaffrontabili per un piccolo produttore.

A – CEMENTO (provenienza locale)

B – AGGREGATI (provenienza locale)

C – CHIMICA (provenienza Stati Uniti)

D – CHIMICA (provenienza Germania)

E – CHIMICA (provenienza Regno Unito)

F – CHIMICA (provenienza Cina)

G – CHIMICA (provenienza Cina)

H – CHIMICA (provenienza Svizzera)

I – CHIMICA (provenienza Svizzera)

L – CHIMICA (provenienza Svizzera)

M – CHIMICA (provenienza Messico)

N- CHIMICA (provenienza Olanda)

O – CHIMICA (provenienza Italia)

P – CHIMICA (provenienza Italia)

Q – CHIMICA (provenienza Giappone)

R – CHIMICA (provenienza Giappone)

S – CHIMICA (provenienza Giappone)

T – CHIMICA (provenienza Spagno)

U – COLORE (provenienza Cina)