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Tips and tricks – autolivellante cementizio (IX parte) LA GIUSTA ALTERNATIVA

LA GIUSTA ALTERNATIVA

Cosa distingue la gamma di autolivellanti di PAVIMIX FF dagli autolivellanti concorrenti sul mercato.

1) il sistema Personal Factory permette rispetto agli altri autolivellanti cementizi sul mercato di avere una scelta incredibilmente ampia di combinazioni, migliaia di volte maggiore rispetto a tutti i concorrenti, di colori e combinazioni di prestazioni e modalità applicative. Di fatto il cliente può scegliere infinite colorazioni, può scegliere il prodotto su misura a seconda delle condizioni climatiche e delle prestazioni volute.

2) è un sistema minerale, a differenza dei prodotti in resina, l’autolivellante cementizio PAVIMIX FF ha un comportamento perfettamente compatibile con gli altri materiali da costruzione, a cui bisogna aggiungere, a differenza delle resine, un aspetto e una consistenza materica.

3) a differenza delle resine, l’autolivellante cementizio PAVIMIX FF presenta una facilità di posa molto più elevata. Il prodotto è fluido, stabile e molto meno dipendente dalle condizioni del fondo. L’autolivellante cementizio PAVIMIX FF presenta inoltre una maggiore tolleranza sulle variazioni di spessore: abbiamo visto applicazioni estreme anche di 15 mm dove un’attenta posa non ha portato problemi.

4) un costo molto più contenuto. La base cementizia è molto più economica rispetto alla polimerica questo permette di avere un prodotto autolivellante molto più amplio.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (I parte) PAVIMIX FF.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (II parte) IL FONDO.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (III parte) LA MISCELAZIONE.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (IV parte) LA STESURA.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (V parte) LA PROTEZIONE.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (VI parte) IL CLIMA.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (VII parte) LE FINITURE SUPERFICIALI.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (VIII parte) LA SCELTA.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (IX parte) LA GIUSTA ALTERNATIVA.

 

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Tips and tricks – autolivellante cementizio (VIII parte) LA SCELTA

LA SCELTA

Esistono 6 versioni dell’autolivellante cementizio PAVIMIX FF:

PAVIMIX FF50 – PAVIMIX FF100 – PAVIMIX FF200 – PAVIMIX FF300 – PAVIMIX FF SKIN – PAVIMIX SCM

Il PAVIMIX FF50 è un autolivellante minerale basso dosato in polimero, non colorato. È ideale per realizzare sia un sottofondo a bassissimo spessore, sia una finitura color cemento. Presenta una media adesione ed una prestazione su lesioni bassa.

Il PAVIMIX FF100 è un autolivellante minerale basso dosato in polimero, colorato. È ideale per realizzare finiture a bassissimo spessore ed è ideale su fondo a traffico medio-alto. È anche il prodotto ideale per la realizzazione di oggetti in cemento. Presenta una media adesione e ha bisogno di un massetto esente da lesioni ed in perfetto stato.

Il PAVIMIX FF200 è un autolivellante minerale alto dosato in polimero, colorato. È il prodotto ideale nel 80% delle applicazioni in quanto presenta una facilità di posa maggiore e una resistenza meccanica importante. Ha anche un buon comportamento sulle micro-lesioni resistendo anche in casi dove il movimento è significativo. Ideale per realizzare finiture a bassissimo, basso e medio spessore con traffico alto. Presenta un’ottima adesione anche su fondi tipo cotto, betonelle e, se opportunamente trattate, anche clinker, grès etc.

Il PAVIMIX FF300 è un autolivellante ad altissimo dosaggio di polimero, colorato. È il prodotto ideale nelle applicazioni estreme: fondi con lesioni ben visibili, ceramiche, carichi importanti, vibrazioni etc.

Il PAVIMIX SKIN è un autolivellante finissimo per applicazioni fino ad 1 mm, ad alte prestazioni a media difficoltà nella posa.

Il PAVIMIX SCM (self compacting mortar) è una malta autocompattante autolivellante utilizzata principalmente per realizzare manufatti ed arredi. Presenta una grana fino a 2 mm e una buona scorrevolezza.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (I parte) PAVIMIX FF.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (II parte) IL FONDO.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (III parte) LA MISCELAZIONE.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (IV parte) LA STESURA.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (V parte) LA PROTEZIONE.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (VI parte) IL CLIMA.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (VII parte) LE FINITURE SUPERFICIALI.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (VIII parte) LA SCELTA.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (IX parte) LA GIUSTA ALTERNATIVA.

 

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Tips and tricks – autolivellante cementizio (VII parte) LE FINITURE SUPERFICIALI

LE FINITURE SUPERFICIALI

La gamma di autolivellanti cementizi PAVIMIX FF ha la caratteristica di essere compatibile con tutti i trattamenti superficiali standard. In ordine

1) uniformazione/opacizzazione: con un detergente acido tipo PIETRA LIQUIDA CARE si può sia uniformare che opacizzare la finitura. Tra l’altro ha anche una funzione di decapante: eliminando l’idrossido di calcio di provenienza dal cemento, libera eventuali micropori fornendo un buon supporto ad eventuali resine.

2) acidificazione: attraverso colore ed acidi leggeri, l’autolivellante viene leggermente corrosa ed impregnata in modo disomogeneo creando un effetto nuvolato molto spinto.

3) tamponatura base acetone: a differenza del precedente processo, questo non è corrosivo. L’acetone fornisce soltanto un veicolo ideale per la migrazione di un colore nella malta autolivellante; questo permette di creare dei tono-su-tono molto efficaci.

4) trattamento con resine a solvente: abbiamo 3 tipologie di resine: acriliche, epossidiche, poliuretaniche. Le resine acriliche per autolivellante cementizio a loro volta sono disponibili a base acqua oppure solvente, in versione lucida od opaca in entrambi i casi. Come regola generale, le resine a base solvente sono più adatte in quanto sono soluzioni che penetrano molto bene nel supporto e si legano dentro il primo strato di materiale con la struttura dell’autolivellante PAVIMIX FF. I prodotti a base acqua invece sono delle emulsioni dove il componente resina si trova in sospensione. Data la leggera idrorepellenza dell’autolivellante, non penetrano nella struttura e quindi hanno soltanto un’adesione meccanica superficiale. In linea generale le prestazioni (ed il costo) aumentano secondo la progressione acrilico, epossidico, poliuretano.

Dalla nostra esperienza nel campo degli autolivellanti cementizi, l’applicazione della resina deve avvenire con un rullo a pelo raso di buona qualità. Se il rullo è nuovo, conviene lasciarlo immerso nel prodotto per un’ora, specie nei prodotti a solvente. L’applicazione poi deve avvenire come con le normali pitture.

Se si vogliono ottenere superfici satinate estremamente lisce, abbiamo sperimentato che se si lucida con una spugna abrasiva (tipo cartongesso con una grana mille) una finitura a solvente lucida il giorno dopo la sua applicazione, si perde quella patina lucida ottenendo così una superficie satinata esteticamente molto gradevole. La lucidatura con la stessa attrezzatura può essere effettuata anche sull’autolivellante PAVIMIX FF direttamente.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (I parte) PAVIMIX FF.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (II parte) IL FONDO.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (III parte) LA MISCELAZIONE.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (IV parte) LA STESURA.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (V parte) LA PROTEZIONE.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (VI parte) IL CLIMA.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (VII parte) LE FINITURE SUPERFICIALI.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (VIII parte) LA SCELTA.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (IX parte) LA GIUSTA ALTERNATIVA.

 

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Tips and tricks – autolivellante cementizio (VI parte) IL CLIMA

IL CLIMA

Il clima merita un post a parte in quanto l’estremo lavoro di controllo del calore di idratazione fatto con l’autolivellante cementizio PAVIMIX FF. In funzione delle temperature abbiamo sviluppato 3 diverse versioni, una rapida dai 5 ai 10 gradi, una normale fino a 20/22 gradi ed una lenta fino a 30 gradi. Naturalmente tali confini non sono da considerarsi assoluti ma possono essere regolati con la manualità dell’operatore.

TEMPERATURE CALDE

Se si lavora sotto il sole, bisogna considerare un incremento della temperatura di almeno 4/5 gradi, evitando naturalmente le ore più calde durante i giorni estivi. Questo perché alte temperature associate all’irraggiamento diretto possono far evaporare l’acqua dallo strato superficiale mentre lo strato inferiore sarà ancora bagnato e quindi più freddo: avremmo quindi uno strato di materiale autolivellante duro su uno strato di autolivellante morbido (specie se il materiale è lento) ,con possibili problemi di ritiro.

L’uso di acqua molto fredda abbinata a una miscelazione breve ed a lenti giri, permette di rallentare il processo e di ottenere anche 3 o 4 gradi di tolleranza. In zone estremamente calde, specie negli Stati Uniti, alcuni posatori hanno avuto l’idea di aggiungere un poco di ghiaccio secco durante la miscelazione: questo fa restare fluida molto più a lungo la malta autolivellante. Nel momento in cui si passa l’autolivellante cementizio nel setaccio, si asportano i pezzi di ghiaccio secco e quindi si ha una lavorazione a temperature normali. NON USARE MAI GHIACCIO NORMALE; questo perché il ghiaccio normale, una volta che si scioglie, aggiunge acqua alla miscela aumentandone la diluizione dell’autolivellante, mentre il ghiaccio secco, essendo CO2, passa allo stato gassoso. Date le bassissime temperature del ghiaccio secco (inferiori a -72C°), tale procedura è da usare soltanto in casi in cui le temperature sono estremamente calde e comunque superiori ai 35° C, e solo se si ha già una notevole padronanza dell’applicazione della malta cementizia autolivellante PAVIMIX FF, date le maggiori difficoltà di posa. Altra tecnica impegnativa e quindi da maneggiare con estrema cura è quella di aggiungere del succo di limone all’acqua prima di cominciare ad impastare la malta autolivellante. L’acido citrico è un ritardante ottimo ed estremamente potente, ma dato che rischia di abbattere completamente l’attività del cemento, è una tecnica complessa ed delicatissima da usare soltanto se si ha maturato sufficiente esperienze effettuando delle lavorazioni in proprio.

TEMPERATURE FREDDE

Altra difficoltà nasce dalla ricerca dell’ottimo compromesso tra tempo di lavorazione, superficie liscia ed indurimento.

La regola è: più veloce è il tempo di presa e di indurimento più liscia sarà la superficie. Più lento è questo tempo meno liscia al tatto sarà la superficie. Le armi che il posatore ha per regolarsi i tempi come meglio crede sono: tecniche di miscelazione e riposo nel secchio.

caso 1) Posso ad esempio scegliere di avere un tempo lungo perché ho previsto di far riposare molto a lungo il mio materiale autolivellante, e posso quindi usare un PAVIMIX FF LENTO). Il problema che può nascere è se esagero; ad esempio ci sono 8 gradi e scelgo PAVIMIX FF LENTO: rischio di non riuscire a far partire mai l’indurimento del materiale anche miscelando molto a lungo.

oppure

caso 2) Posso usare le versioni un poco più rapide permette di avere una superficie più compatta e senza efflorescenze. Se invece la temperatura è estremamente fredda, sotto i 5/6 gradi e specie nelle colorazioni in tonalità forti (rosso, bruno, nero) il fenomeno si manifesta in aloni più chiari.

Tali aloni possono essere ridotti usando un detergente acido PIETRA LIQUIDA CARE sulla superficie realizzata con l’autolivellante cementizio. Quando si parla di basse temperature bisogna sempre considerare non soltanto le condizioni di posa ma anche quelle delle 24 ore successive. Specie se si fa un lavoro con temperature fredde in serata, bisogna considerare che la notte, la temperatura può scendere ed arrivare prossime allo zero. Questo rallenta di molto i tempi di presa ed indurimento. Per questo è importante in caso di basse temperature sacrificare i tempi di lavorazione a fronte di una presa ed un indurimento più veloce.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (I parte) PAVIMIX FF.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (II parte) IL FONDO.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (III parte) LA MISCELAZIONE.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (IV parte) LA STESURA.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (V parte) LA PROTEZIONE.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (VI parte) IL CLIMA.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (VII parte) LE FINITURE SUPERFICIALI.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (VIII parte) LA SCELTA.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (IX parte) LA GIUSTA ALTERNATIVA.

 

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Tips and tricks – autolivellante cementizio (V parte) LA PROTEZIONE

LA PROTEZIONE

La parte più delicata quando si lavora con un autolivellante cementizio è la protezione fino a completamento del processo di presa e di indurimento, considerando soprattutto che non è possibile intervenire fino a quando il processo non è completo.

1) la struttura deve essere protetta da vento e colpi d’aria. Sporcizia, foglie, acqua che a processo di presa iniziato si vengono a depositare sul materiale autolivellante creano difetti e problemi abbastanza appariscenti.

2) se si applica la malta autolivellante in condizioni esposte alla luce solare – specie nelle tonalità gialle – la superficie diventa una calamita per insetti: applicare insetticida o repellenti se non si vuole trovare la superficie realizzata con l’autolivellante cementizio piena di insetti annegati nella malta autolivellante.

3) evitare, una volta applicato il materiale, qualsiasi contatto con l’acqua nelle prime 48/72 ore. L’acqua, maggiormente se è stagnante, creerà degli aloni di efflorescenza molto fastidiosi ed antiestetici, per risolvere in buona parte il problema, abbiamo sviluppato un detergente acido da applicare puro con rullo a pelo corto direttamente sull’autolivellante cementizio asciutto. Tale detergente ha anche il vantaggio di uniformare ed opacizzare la superficie ed è un ottimo decapante per le applicazioni successive di resine.

4) non camminare sopra la superficie finché l’autolivellante cementizio non è completamente asciutto. Non lavare, resinare, applicare detergenti acidi fino a quando la malta autolivellante non è completamente asciutta. Il tempo di asciugatura dipende molto dalla versione ma bisogna mediamente aspettare 48 ore, tempo da allungare nel caso di temperature fredde.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (I parte) PAVIMIX FF.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (II parte) IL FONDO.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (III parte) LA MISCELAZIONE.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (IV parte) LA STESURA.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (V parte) LA PROTEZIONE.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (VI parte) IL CLIMA.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (VII parte) LE FINITURE SUPERFICIALI.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (VIII parte) LA SCELTA.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (IX parte) LA GIUSTA ALTERNATIVA.

 

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Tips and tricks – autolivellante cementizio (IV parte) LA STESURA DEL MATERIALE

LA STESURA DELLA MALTA AUTOLIVELLANTE

Per una corretta stesura del materiale autolivellante, sono fondamentali l’attrezzatura e l’organizzazione del lavoro. Bisogna prevedere una lavorazione in continuo, per cui bisogna essere almeno in 3 persone: 2 addetti alla miscelazione della malta autolivellante ed uno alla stesura del materiale autolivellante. 2 persone sono fondamentali alla miscelazione in quanto, dopo le prime 4/5 miscele, inizia l’affaticamento dell’operatore e comincia quindi a degradare la qualità della miscelazione della malta autolivellante. Parallelamente conviene prevedere un’interruzione della pavimentazione continua con la malta autolivellante cementizia PAVIMIX FF200 in corrispondenza di porte o di giunture, questo perché tali punti diventeranno i punti di chiusura tra stesure provenienti da zone diverse. Il modo per rendere queste giunture più discrete, è mettere una barriera dritta in quanto la sua successiva rimozione (prima di arrivare con l’altro materiale), porterà ad una giunzione lineare e poco appariscente tra i vari materiali.

Per la stesura dell’autolivellante cementizio, bisogna avere a disposizione una racla con distanziali, un rullo frangibolle ed eventualmente un compressore. Per ottenere la superficie migliore durante la lavorazione dell’autolivellante cementizio, bisogna sempre “tirare” la malta autolivellante in modo perpendicolare alla linea di gettata, mai “spingerla”. Quindi, cominciando dalla parete di fondo della superficie da realizzare con l’autolivellante cementizio, si getterà il materiale autolivellante in eccesso sul bordo e, lentamente, con la racla, in pochi passaggi, si stenderà la malta autolivellante verso la parte opposta. Per rendere invisibile la giunzione tra due getti di autolivellante cementizio, il nuovo materiale dovrà essere gettato sul bordo precedente. Eventuali avvallamenti potranno essere rimossi toccando leggermente il materiale autolivellante con in rullo frangibolle. Attenzione: un eccessivo accanimento con il rullo frangibolle rischia di lasciare una trama sull’autolivellante cementizio. È più efficace l’utilizzo di un getto d’aria con un compressore.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (I parte) PAVIMIX FF.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (II parte) IL FONDO.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (III parte) LA MISCELAZIONE.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (IV parte) LA STESURA.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (V parte) LA PROTEZIONE.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (VI parte) IL CLIMA.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (VII parte) LE FINITURE SUPERFICIALI.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (VIII parte) LA SCELTA.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (IX parte) LA GIUSTA ALTERNATIVA.

 

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Tips and tricks – autolivellante cementizio (III parte) LA MISCELAZIONE

LA MISCELAZIONE

La miscelazione è considerata da molti un’operazione banale. In realtà almeno il 30% del risultato finale della posa di un autolivellante cementizio è dato dalle modalità di miscelazione. L’acqua deve essere FREDDA, PULITA, PESATA.

FREDDA: evitare assolutamente di prendere l’acqua dalle classiche cisterne; deve invece provenire da acquedotto, specie nei periodi in cui la temperatura è superiore ai 15 gradi.

PULITA: in quanto il materiale autolivellante è estremamente fluido, le impurità potrebbero galleggiare e compromettere il risultato estetico della superficie realizzata con l’autolivellante cementizio.

PESATA: il modo migliore per capire l’esatta diluizione è preparasi un bidoncino con una tacca dove è stata pesata la giusta quantità d’acqua. Da evitare assolutamente: i sistemi di misura a volume da cucina che si trovano nei supermercati, abbiamo notato come possono avere un’errore di misura che supera il 15%.

La miscelazione della malta autolivellante deve seguire le seguenti fasi:

1. Si miscela il materiale per creare una pasta dura con circa il 70% dell’acqua di impasto. Questa fase è importante per rompere eventuali grumi. Successivamente si aggiunge la restante acqua.

2. Terminata la miscelazione conviene effettuare il travaso in un altro contenitore facendo passare l’autolivellante cementizio attraverso un setaccio con una trama da circa 2 mm. Se le condizioni climatiche lo consentono, lasciar riposare il materiale autolivellante per almeno una decina di minuti nel secchio. Questo facilita l’idratazione e la degassificazione del materiale.

È fondamentale, specie se la temperatura supera i 17/18 gradi, non eccedere nella violenza della miscelazione. Come spiegato precedentemente il controllo del calore di idratazione è uno dei fenomeni più delicati da controllare. Abbiamo notato negli anni che un eccesso di miscelazione può portare ad un aumento di temperatura della massa dell’autolivellante cementizio anche di 6 gradi. Per evitare questo la regolazione della miscelazione deve essere fatta ad un basso numero di giri; se fa molto caldo, la miscelazione può anche essere fatta ad impulsi.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (I parte) PAVIMIX FF.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (II parte) IL FONDO.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (III parte) LA MISCELAZIONE.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (IV parte) LA STESURA.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (V parte) LA PROTEZIONE.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (VI parte) IL CLIMA.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (VII parte) LE FINITURE SUPERFICIALI.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (VIII parte) LA SCELTA.

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Tips and tricks – autolivellante cementizio (II parte) Il FONDO

IL FONDO

Sul fondo bisogna passare un primer (tipo EMULSIONMIX), possibilmente puro. Lo scopo non è quello di fare da ponte di adesione, ma di impedire al fondo di assorbire l’acqua dell’autolivellante cementizio. Per questo è fondamentale programmare il ciclo di posa anche in funzione delle temperature. Come regola generale possiamo considerare: a temperature superiori ai 20°C, devono passare almeno 10 ore prima di applicare l’autolivellante; cioè se passo il primer la mattina, posso applicare la malta autolivellante la sera. A temperature inferiori, conviene far passare 24 ore prima di applicare la malta autolivellante. È importante che il primer abbia completato almeno al 70% la polimerizzazione, diversamente rischia di “ridisciogliersi” al contatto prolungato con l’acqua contenuta all’interno della malta autolivellante.

Nel caso di errori o mancanza di primer, i difetti saranno: eccessiva velocità di asciugatura, oppure tanti piccoli fori causati dalla fuoriuscita dell’aria dal fondo (se entra l’acqua esce l’aria).

Tips and tricks – autolivellante cementizio (I parte) PAVIMIX FF.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (II parte) IL FONDO.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (III parte) LA MISCELAZIONE.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (IV parte) LA STESURA.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (V parte) LA PROTEZIONE.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (VI parte) IL CLIMA.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (VII parte) LE FINITURE SUPERFICIALI.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (VIII parte) LA SCELTA.

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Tips and tricks – autolivellante cementizio (I parte) PAVIMIX FF

Per la posa di autolivellanti cementizi della famiglia PAVIMIX ci sono una serie di indicazioni e di trucchi.

Ogni autolivellante cementizio lavora su caratteristiche in contrasto, in quanto:

1) da una parte dobbiamo avere un prodotto autolivellante duro e resistente, dall’altra dobbiamo impedire l’idratazione del cemento per rendere il materiale autolivellante fluido e scorrevole.

2) da una parte si vuole avere un materiale autolivellante che dia un tempo lungo di lavorazione, dall’altra si vuole avere una superficie estremamente liscia, tipica dell’indurimento abbastanza veloce.

3) da una parte si vuole avere un prodotto autolivellante scorrevole, dall’altra vogliamo che la miscela sia stabile a lungo e che quindi non ci siano problemi di separazioni dei corpi nella malta autolivellante.

4) da una parte si vuole un prodotto autolivellante fluido, dall’altra più è basso in rapporto acqua-legante (cioè meno acqua si mette nell’autolivellante) maggiori saranno le resistenze e minore sarà il ritiro.

Per ottenere un buon prodotto autolivellante, si parte dalle materie prime: come aggregato il quarzo sferoidale in curva è sicuramente il prodotto che si adatta meglio a una malta autolivellante. Per superfici la cui resistenza all’abrasione può essere più bassa, si può usare anche del carbonato di calcio in curva.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (I parte) PAVIMIX FF.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (II parte) IL FONDO.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (III parte) LA MISCELAZIONE.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (IV parte) LA STESURA.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (V parte) LA PROTEZIONE.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (VI parte) IL CLIMA.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (VII parte) LE FINITURE SUPERFICIALI.

Tips and tricks – autolivellante cementizio (VIII parte) LA SCELTA.

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