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Comunicato stampa seedLAB

SeedLab, programma di accelerazione di impresa, è alla ricerca di startup ad alto contenuto tecnologico

Creare un’impresa in Italia è difficile per questo nasce il programma SeedLab che affiancato da TTVenture (unico fondo di  venture capital in Italia specializzato nel tec transf, gestito da Fondamenta Sgr di Giuseppe Campanella) e con il supporto di numerosi partner come Iban, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Università degli Studi di Firenze, Mib School of Management vuole rendere più agevole il percorso che porta dall’idea all’impresa.

“Come organizzare il team? Come si sviluppa un business plan? Come migliorare le proprie competenze? A chi rivolgersi per trovare finanziamenti?
SeedLab supporta la startup nei processi indispensabili per la sua realizzazione articolando la formazione in 3 fasi: dall’apprendimento delle basi del business, allo speed dating tra innovatori per la costruzione del team, alla full immersion di 3 mesi (da giugno a settembre) nell’incubatore universitario di Firenze. Tutte le startup selezionate avranno l’opportunità di entrare in contatto con investitori e business angels e la migliore tra le partecipanti volerà nella Silicon Valley.

SeedLab, TTVenture e i partner del programma offrono alle startup la possibilità di ricevere un microinvestimento da 30k.

Nicola Redi (CTO di TTVenture) e Matteo Faggin (principal di TTadvisor), responsabili di SeedLab, sottolineano il valore del progetto per tutti gli innovatori con poca esperienza di business e le startup ancora acerbe: “SeedLab vuole essere un’opportunità reale per chiunque ha una grande idea e vuole farla crescere in Italia. Investiamo nelle competenze e con la collaborazione di grandi partner valutiamo progetti credibili e lavoriamo per intercettare capitali. Il nostro compito è trasformare idee in imprese e innovatori in imprenditori”.

SeedLab è alla ricerca di 20 startup ad alto contenuto tecnologico per trasformarle in vere imprese. Per altre informazioni e per iscriversi basta visitare il sito www.seedlab.it

Vuoi Partecipare contatta:

Contatti: Nicola Redi (CTO TTVenture) – Matteo Faggin (Principal TTadvisor) via G. Mazzini 2, 20123, Mi

su facebook: http://www.facebook.com/SeedLab.accelerator

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Comunicato stampa SEEDLAB

 

Aperto il concorso seedLab

In collaborazione con TTVenture e TTseed inizia il concorso per cercare 10 innovatori da supportare in modo attivo.

maggiori informazioni su www.seedlab.it

Primi 2 TEASER per PAVIMIX FF

Il primo teaser di circa un 45 secondi mostra i metodi rivoluzionari per l’arredo in cemento grazie alla tecnologia pietra liquida di PAVIMIX FF

Il secondo teaser di 40 secondi sottolinea le estreme proprietà che siamo riusciti a dare alla malta cementizia autolivellante per pavimento ed arredo PAVIMIX FF.

ISOLFER GEL – La passivazione del ferro

Sono partiti i primi “sample” a clienti selezionati di ISOLFER GEL. Isolfer Gel è una pittura cementizia per la passivazione dei ferri d’armatura nelle strutture in CLS estremamente innovativa. Siamo partiti dal sistema classico ed abbiamo aggiunto 3 caratteristiche:

Aumento della granulometria fino a 0,5 mm questo permette di avere una superficie estremamente ruvida che favorisce l’aggrappo della malta.

Nuova formula con consistenza gel a bassa viscosità. Usando la tecnologia a viscosità inversa riusciamo ad avere un prodotto che durante la miscelazione è estremamente fluido, che durante la posa è estremamente leggero ma che allo stesso tempo una volta applicato acquista una consistenza tipo gel che permette di coprire completamente il metallo anche con alti spessori senza nessuna colatura.

Effetto protettivo potenziato. Grazie a dei nuovi polimeri siliconici modificati riusciamo a far legare ISOLFER GEL chimicamente al supporto metallico. Questa reazione abbinata all’alto spessore, rispetto alle generazioni precedenti potenzia di qualche ordine di grandezza l’effetto antiossidante.

Il prodotto a differenza delle generazioni precedenti è monocomponente. Prossimamente foto e video.

 

ARREDO IN CEMENTO – Lezione di prova

Finalmente conclusa la sperimentazione di malte per arredo base cemento PAVIMIX FF from FLOOR to FURNITURE (da pavimento ad arredo). Nei prossimi mesi verrà lanciata la gamma completa  di 4 malte cementizie. La malta base cemento per arredo PAVIMIX FF permette di realizzare con lo stesso materiale in spessori da 2 a 15 mm il tutto con una fluidità elevatissima.  Il risultato sarà una pavimentazione base cemento e resina per interni ed esterni ed arredo in cemento per interni ed esterni. Nonostante il basso dosaggio d’acqua ed un rapporto acqua/legante (cemento + resina) < 0,5 il prodotto presenta scorrimento ed autolivellamento elevatissimi. Prodotti esenti da gesso e quindi perfettamente adatti al rivestimento di superfici piane (pavimenti e piani di lavoro) e la realizzazione di arredo anche in esterno. Un’altra piccola rivoluzione da Personal Factory.

Cloud Factoring primo video

nuovo video sul cloud manufactoring, tecnologia esclusiva Personal Factory.

NANO ARGILLA al via

Dopo 3 anni di sviluppo ecco il nostro primo additivo ecologico naturale. NANO ARGILLA AD. Un additivo rivoluzionario composto da particelle di nano argilla rivestite che migliorano tutti gli aspetti della lavorabilità di un prodotto.

1) Viscosità inversa. A differenza di tutti gli additivi classici le nano argille danno viscosità semplicemente quando sono ferme. Sottoposte a movimento quindi avremo una miscelazione leggera e fluida; man mano che la malta sta ferma, le particelle aumentano la viscosità e quindi rendono il prodotto molto fermo e tissotropico.

2) Freeze effect. La struttura della malta additivata con nano argilla una volta applicata è immobile. Non assistiamo nemmeno alla migrazione di acqua in superficie.

3) Light effect. L’additivo nano argilla conferisce un’elevatissima lavorabilità e leggerezza al prodotto senza introdurre vuoti d’aria. Il materiale additivato con nano argilla sarà quindi molto morbido e spalmabile, ma una volta indurito molto resistente.

La prima applicazione avverrà con NANO ARGILLA AD, un prodotto specifico per gli adesivi, il primo effetto oltre aluna lavorabilità elevatissima sarà la possibilità di avere un tempo aperto sicuro con una veloce messa in esercizio. Questo perché il materiale non pellicola in superficie velocemente e rimane lavorabile molto a lungo.

Entro 5 mesi introdurremo un’intera famiglia di ADDITIVI a base di NANO ARGILLA che verrà progressivamente introdotta in tutti i nostri prodotti.

NANO ARGILLA – Nano additivo di origine naturale per il controllo della lavorabilità dei prodotti. Un’altra rivoluzione Personal Factory.

Origami4 model year 2011

origami4 model year 2010 by personalfactory foto e post produzione Francesco Tassone

origami4 model year 2010 by personalfactory foto e post produzione Francesco Tassone

Le prime foto di Origami4 modello del 2011, BY PERSONAL FACTORY

Agenda Digitale

agenda digitale

agenda digitale

Vi consiglio vivamente di aderire ad agenda digitale. A differenza di Germania (con il progetto Digital Deutschland 2015), Francia, Spagna, Polonia e tutta Europa, oltre le tigri asiatiche e tutto il nord America siamo l’unica nazione a non aver messo come priorità la costruzione di infrastrutture di rete di nuova generazione. Le stime parlano che lo sviluppo della banda larga basata su fibra genererà in Europa oltre un milione di posti di lavoro. Italia se ci sei batti un colpo….

Regola della vasca: un caso pratico (parte 2). Un nuovo sistema.

Dopo aver analizzato attentamente i limiti dei sistemi classici, nel 1991 abbiamo iniziato a pensare a una nuova generazione di impermeabilizzanti che superasse tutti i limiti del sistema classico. Il primo impermeabilizzante pensato proprio in funzione della regola della vasca. Di terza generazione. Dopo 12 anni di studio di cui 5 di sperimentazioni, nel 2003, prima la C.I.T. e poi la N.T.C. lanciano sul mercato ISOLCOLL ELASTIC + ISOLCOLL ELASTIC FUGHE.

La prima considerazione è stata quella di scegliere che cosa dovevamo impermeabilizzare; la scelta è ricaduta su banconi e terrazze che da soli sono l’80% degli intereventi di impermeabilizzazione. Può sembrare banale ma tutti gli impermeabilizzanti che ci sono in commercio non si pongono il problema di “cosa impermeabilizzare”. Sono “universali”, cioè sono gli stessi se lavorano in orizzontale oppure in verticale, se lavorano su massetto oppure su calcestruzzo, se devono impermeabilizzare una terrazza oppure una piscina, se prevedono la sovrapposizione di un pavimento oppure no. Noi avevevamo già maturato molta esperienza con i prodotti di seconda generazione – per avere un’idea: “simil-mapelastic” – e conoscevamo le forti limitazioni che questo sistema presenta. È un tipo di intervento che cede per usura causata da un eccesso di sollecitazioni. Quindi come prima variabile abbiamo analizzato cosa succede in corrispondenza delle rotture. Le rotture si generano soprattutto in corrispondenza delle lesioni del massetto. L’idea che un impermeabilizzante semplicemente elastico possa risolvere il problema è semplicistico. È come se dicessimo che un balcone diventa 3 metri di giorno 2,5 di notte. La struttura è rigida. Il problema sono le lesioni. Queste lesioni, a differenza di quello che succede in una vasca/piscina, sono in continuo movimento, movimento causato dalle enormi e continue escursioni termiche che una superficie subisce. Abbiamo deformazioni locali che superano facilmente il 600%. Nessun materiale elastico ha queste capacità di deformazione, soprattutto se consideriamo migliaia di cicli durante la vita utile del prodotto. Per questo normalmente l’impermeabilizzante deve essere armato con una rete. Per cercare di scaricare queste tesioni su una superficie leggeremente più grande. Abbiamo notato come una rete è in grado di scaricare le tensioni su una superficie circa 10 volte più grande. La nostra soluzione considera che su un balcone noi già abbiamo un ottimo materiale d’armatura. Le piastrelle. Rigide, grandi e pesanti, con una capacità di scaricare ed immagazzinare tensioni migliaia di volte più grande. Abbiamo quindi sviluppato un prodotto che consentisse di utilizzare le piastrelle come un’armatura. Un prodotto molto complesso che avesse la stessa capacità di deformarsi di un prodotto classico ma allo stesso tempo lavorasse in modo diverso. Prima di tutto queste deformazioni dovevano partire con sollecitazioni più grandi. Il prodotto doveva essere tenace in modo da far lavorare bene l’armatura. Allo stesso tempo doveva avere un potere adesivo eccezionale oltre che alla naturale impermeabilità. ISOLCOLL ELASTIC . Un prodotto chimicamente molto complesso ma che rispondeva perfettamente alle esigenze di avere la migliore curva della vasca possibile.

Piccolo è bello! Anzi bellissimo!

Small is Beautiful. Economics as if People Mattered è il titolo del libro di Ernst Friedrich Schumacher, scritto nel 1973 ma che analizza ed anticipa i mali del gigantismo industriale. In buona parte delle teorie economiche degli ultimi 100 anni si è radicata la convinzione che mega fabbriche e mega impianti sono la soluzione per favorire lo sviluppo economico. Un sistema economico la cui massima aspirazione è rendere l’uomo il più possibile sostituibile, un accessorio il cui lavoro si deve ridurre a mera ripetitività di compiti banali in cui le macchine svolgono la produzione e le merci si trasportano per migliaia di chilometri. Un sistema economico che teorizza impianti ad altissima intensità di capitale dove il fattore umano sia trascurabile. Una produzione di massa di beni che però richiede al fine di non creare disastri sociali ed ambientali 3 premesse: 1° gli uomini sono tutti ricchi (quindi non hanno bisogno di fare un lavoro gratificante); 2° il mondo ha risorse infinite (quindi il suo sfruttamento inefficiente non è un problema); 3° l’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo non esiste.

Nel caso pratico, queste teorie sono di fatto un monumento all’inefficienza dell’industria moderna. Una produzione di beni che per funzionare ha bisogno di enormi quantità di materie prime e che allo stesso tempo non porta né alta qualità né vantaggi per il consumatore finale. Ha soltanto il vantaggio di tenere in piedi sistemi industriali oligopolistici che compensano le loro inefficienze proprio fornendo bassa qualità ad alto prezzo. In realtà hanno un unico motivo di esistere: il mega impianto del sistema classico è l’unico modo affinché il know-how dell’azienda non diventi pubblico e rimanga un segreto industriale non copiabile. Se andiamo ad analizzare le fabbriche con l’occhio del tecnico ci rendiamo conto però che nessun compito sofisticato e creativo o particolarmente complesso è in grado di essere soddisfatto da una macchina. È probabile che si automatizzi totalmente la produzione di pentole, per la produzione di Ferrari, è molto meno probabile.

Dobbiamo allora porci un interrogativo. Qual è il compito dell’industria moderna? Come diceva Gandhi: forse non abbiamo bisogno di una produzione di massa bensì di una produzione delle masse.

Il nostro sistema prevede non una tecnologia che trasformi l’uomo in un mero fusibile di un mega sistema, bensì una tecnologia che dia gli strumenti all’uomo affinché la qualità dei suoi prodotti sia la più elevata della storia. Una tecnologia a misura d’uomo che gli dia gli strumenti affinché sia produttivo come non mai. Tecnologia compatta, connessa, disponibile in tutto il globo. Che permetta alle esperienze di ognuno di diventare patrimonio di tutti gli altri in modo istantaneo. Macchine flessibili che riescano ad adattarsi all’ambiente di lavoro in modo che producano quello di cui il cliente ha veramente bisogno.

Una tecnologia globale a servizio di una produzione locale. Una Personal Factory che permetta di fare molto di più, molto meglio, consumando molto meno. Un sistema che tratti le risorse disponibili sul globo in modo limitato non come un reddito “spendibile” ma come un capitale, che se consumato porta al fallimento.

Vendere sabbia asciutta nel Deserto

Se fosse possibile noi non serviremmo

È accettabile un modello di sviluppo che prevede l’esportazione verso i paesi del deserto di sabbia asciutta? È sostenibile un modello economico che ritiene normale l’esportazione di sabbia asciutta dall’Italia in mezzo al deserto? In un recente viaggio a Tripoli mi sono trovato a costatare questa assurdità. Dall’Italia esportiamo migliaia di tonnellate di sabbia asciutta in mezzo al deserto libico. Come?

Mascherati da prodotti chimici per l’edilizia. Passando sia da rivendite che da cantieri, ho notato la forte presenza di prodotti italiani, ma di bassissima gamma, tipo Kerakoll Super e Special o Mapei Kerabond o Sika 100. Questi prodotti sono composti da un 70% circa di inerte (sabbia; spessore principale 0,3 mm), da un 29% di cemento e da una percentuale sempre inferiore all’1% — ma in alcuni casi siamo allo 0,1% — di componenti chimici. Il know-how dell’azienda.

Il modello di business attuale prevede:

Prendere migliaia di tonnellate di sabbia o altro inerte da una cava in Lombardia, Toscana, Emilia etc. Portarla in enormi stabilimenti per l’essiccazione (n.b.: bruciando probabilmente del gas di provenienza libica per essiccarla). Portare tutto questo inerte via camion in uno stabilimento (spesso Sassuolo). Miscelare il tutto con del cemento che, sempre via camion, è stato trasportato in fabbrica ed aggiungere l’1% di chimica. Imballare il tutto in sacchetti misto plastica/carta, metterli su una pedana, fasciare il tutto con ulteriore film in plastica (per facilitarne il trasporto). Caricare l’insieme di solito su dei camion direzione porto di Ravenna dove via nave raggiungeranno il porto di Tripoli. Lì verranno caricati su dei camion magari direzione Sabha a centinaia di chilometri in mezzo al deserto o Surt o peggio Benghazi ancora più distante.

Che senso ha prendere della sabbia umida da una cava italiana per venderla asciutta in mezzo al deserto? Il sistema attuale crea inoltre enormi svantaggi per il cliente che paga molto qualcosa che vale poco (e che magari arriva già vecchio in cantiere) e che non ha scelta visto i pochi prodotti esportati. Esiste un’alternativa a questa follia? E soprattutto può un’azienda che si definisce ecologica adottare una strategia industriale di questo tipo? Magari perché si è inventata un’etichetta ecologica che le norme gli permettono di fare?

Noi abbiamo fatto una scelta diversa. Produrre a km 0 usando le materie prime locali, che nel caso libico sono di qualità infinatamente più elevata di quello che possiamo trovare in Italia. Grazie all’enorme risparmio che il nostro sistema permette magari il cliente può permettersi di investire in qualità creando strutture più salubri e durature. www.personalfactory.eu

Nuovi video Personal Factory

Sono disponibili online 3 nuovi video di illustrazione delle caratteristiche di Origami 4.

Manutenzione

Tracciabilità

Pulizia

Origami Control 3.0

Finalmente è pronto Origami Control 3.0 e con un semplice aggiornamento tutti gli stabilimenti aumentano gratuitamente le prestazioni.

Modifiche principali

Nuova Funzione Report: per un’autodiagnosi veloce della macchina. Finalmente l’utente è in grado di gestire autonomamente la diagnosi e il controllo in modo semplicissimo.

Eliminazione del Ladder: un semplice eseguibile fa funzionare tutta la macchina. Basta sovrascrivere e la macchina si aggiorna.

Correzione di 50 bug.

Nuova logica di insacco: 2 volte più veloce.

Nuova logica di pesa: 1,5 volte più veloce.

Nuova logica di processo in parallelo: 1,2 volte più veloce.

190 nuove variabili di controllo processo: maggiore precisione ed accuratezza della macchina.

Nuova gestione multilingua con nuovo dizionario.

Nuova logica di pulizia: 2 volte più veloce.

Nei prossimi giorni pubblicheremo un video delle nuove schermate e della nuova produzione.

Nuovo articolo Calabria Economia

Analisi dei costi dei materiali

Cosa vuol dire acquistare qualità oggi? La qualità è data principalmente da quello che ci metto dentro. Sostanzialmente dalla qualità delle materie prime e dalla quantità di prodotti nobili.  Ho preparato un breve video in cui faccio un confronto tra la struttura dei costi utilizzando la piattaforma Personal Factory e la struattura dei costi del sistema classico. Viene fuori una grossa sorpresa, l’autoproduzione di intonaci, adesivi, pitture, malte etc, con Origami 4 rappresenta una rivoluzione.

Sperimentazione sul colore

Vecchie sperimentazioni sul colore, sistema automatico per l’acquisizione del colore ci ha permesso di sviluppare un programma che attraverso una foto è in grado di leggere le coordinate colorimetriche. In pratica siamo riusciti a fare a livello di semplice programma quello che si fa con uno spettrofotometro. Una spettrofometria virtuale. Entro il 2011 contiamo di lanciare una versione freeware del programma.